
«Smembreremo tutta la montagna e faremo il resto con l’aiuto di Dio.» Con questa determinazione assoluta Padre Pio rispose a chi, negli anni Quaranta, metteva in dubbio la fattibilità del suo grande progetto: costruire un ospedale moderno a San Giovanni Rotondo, sul Gargano, in uno dei territori più poveri e dimenticati del Sud Italia. Quella frase è oggi scolpita idealmente nella storia della Casa Sollievo della Sofferenza, uno degli ospedali più importanti del Mezzogiorno e uno dei luoghi simbolo della carità cristiana nel mondo.
Le origini: un territorio senza cure
Quando Padre Pio arrivò a San Giovanni Rotondo nel 1916, la situazione sanitaria del territorio era drammatica. Il paese non disponeva di un ospedale degno di questo nome. Nel 1925, San Giovanni Rotondo inaugurò il piccolo “Ospedale civile San Francesco”, sorto nel vecchio convento delle Clarisse, composto da due sole corsie con sette letti ciascuna e due camere riservate alle cure gratuite per i poveri. Dopo tredici anni, il piccolo ospedale chiuse a causa del terremoto del 1938 che lo ridusse in macerie; restaurato e trasformato, il locale divenne poi asilo infantile.
La mancanza di strutture sanitarie colpiva profondamente Padre Pio, che ogni giorno vedeva arrivare al convento malati di ogni tipo — molti dei quali avevano percorso distanze enormi nella speranza di ottenere la sua benedizione e la sua preghiera. Per lui, alleviare il dolore fisico era inseparabile dalla cura dell’anima.
La notte del 9 gennaio 1940: nasce un’idea
La sera del 9 gennaio 1940, nella cella del frate, nasceva l’idea della “Casa Sollievo della Sofferenza”, che avrebbe dato sollievo e ospitalità ai bisognosi di cure. In quella notte storica, un gruppo di figli spirituali di Padre Pio si riunì attorno a lui e si impegnò a trasformare il sogno in realtà . Da quel momento, la raccolta di fondi — proveniente da ogni parte del mondo, da fedeli di ogni ceto sociale — divenne una missione collettiva.
Nel 1940 fu costituito il primo comitato, capeggiato da Padre Pio, con Mario Sanvico, Guglielmo Sanguinetti e Carlo Kisvarday. L’edificio fu progettato dall’architetto Angelo Lupi. Nel 1946 fu costituita la società per avviare i lavori, e nel 1947 i cantieri presero finalmente avvio, scavando letteralmente nella roccia calcarea del promontorio garganico.
L’inaugurazione del 5 maggio 1956
Dopo anni di sforzi immani, ostacoli burocratici, difficoltà finanziarie e una pandemia di fede popolare che mobilitò benefattori da ogni angolo del globo, il grande giorno arrivò. Il 5 maggio 1956 la Casa Sollievo della Sofferenza fu inaugurata come clinica privata di 250 posti letto, con le branche fondamentali di chirurgia e medicina generale, ostetricia e ginecologia, pediatria, radiologia, laboratori per esami clinici, ortopedia e ambulatori.
Padre Pio, visibilmente commosso, si rivolse alla folla presente con parole che rimasero nella memoria di tutti i presenti: «La Casa Sollievo della Sofferenza è al completo. Ringrazio i benefattori d’ogni parte del mondo che hanno cooperato. Questa è la creatura che la Provvidenza, aiutata da voi, ha creato; ve la presento. Ammiratela e benedite insieme a me il Signore Iddio. È stato deposto nella terra un seme che Egli riscalderà coi suoi raggi d’amore.»
Padre Pio amava definire l’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza «la pupilla dei miei occhi». Non era soltanto un edificio: era l’incarnazione concreta della sua visione, che univa la medicina alla fede, la scienza alla preghiera, la competenza professionale alla compassione cristiana.
La crescita continua: da clinica a polo di eccellenza
Negli anni successivi all’inaugurazione, la struttura non smise mai di crescere. Nel 1954 era già stato inaugurato il poliambulatorio, comprendente il pronto soccorso, il laboratorio d’analisi cliniche, la Medicina Generale, l’Odontoiatria e la Pediatria. Nel 1958 Padre Pio diede il via a nuovi lavori, con la costruzione di una nuova ala per ospitare la Pediatria e l’Ortopedia, e l’apertura del reparto di Otoiatria.
Alla morte di Padre Pio, nel settembre 1968, l’ospedale disponeva già di 600 posti letto: più del doppio rispetto all’inaugurazione, a riprova di come il “seme” gettato nel 1956 stesse già germogliando in modo straordinario.
Il percorso di riconoscimento istituzionale procedette di pari passo con la crescita sanitaria. Nel 1971 la Casa Sollievo ottenne il primo riconoscimento giuridico come Fondazione di religione e di culto senza scopo di lucro, e poi la qualifica di ospedale provinciale. Nel 1980 divenne Ospedale Generale Regionale, con decreto del Presidente della Regione Puglia, determinando il suo inserimento nel Sistema Sanitario Nazionale.
Il traguardo più prestigioso arrivò nel 1991: Casa Sollievo della Sofferenza divenne Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (I.R.C.C.S.), con decreto dei Ministeri della Sanità e dell’Università e Ricerca Scientifica. Questa classificazione rappresentò il definitivo compimento del pensiero del Santo, che già cinquant’anni prima aveva individuato nella ricerca e nel contributo al progresso scientifico l’elemento distintivo dei medici della “Casa”.
L’ospedale oggi: numeri di un’eccellenza
Oggi la Casa Sollievo della Sofferenza è dotata di circa 900 posti letto suddivisi tra 30 reparti di degenza medici e chirurgici, 50 specialità cliniche e un catalogo di circa 4.300 prestazioni diagnostiche e terapeutiche. Ogni anno si registrano circa 57.000 ricoveri e oltre 1,3 milioni di prestazioni ambulatoriali.
Con 2.700 dipendenti, è considerato un polo di ricerca e di eccellenza sanitaria che attira molti pazienti da altre regioni del Sud, circa il 20% del totale. La struttura occupa una posizione dominante sulla collina di San Giovanni Rotondo, visibile da lontano, quasi a voler abbracciare dall’alto l’intera città .
La natura giuridica dell’ospedale è quella di un ente privato di proprietà della Santa Sede — nominata legataria nel testamento di Padre Pio — che eroga un servizio pubblico attraverso la Fondazione di Religione e di Culto Casa Sollievo della Sofferenza, nota anche come Opera Padre Pio.
Il messaggio di Padre Pio: la medicina come atto d’amore
Il 23 maggio 1987, in occasione della visita a San Giovanni Rotondo, Papa Giovanni Paolo II pose l’accento sull’aspetto essenziale del grande disegno di Padre Pio: «di unire la scienza a servizio degli ammalati insieme con la fede e la preghiera» in modo che «la degenza in questa Casa deve costituire sì una cura del corpo, ma anche una vera e propria educazione all’amore inteso come accettazione cristiana del dolore». Il pontefice ricordò anche ciò che il malato rappresentava per Padre Pio: «In ogni ammalato vi è Gesù che soffre. In ogni povero vi è Gesù che langue. In ogni ammalato povero vi è due volte Gesù che soffre e che langue».
Questa visione — il malato come immagine di Cristo, la cura come atto di fede — rimane l’anima profonda della Casa Sollievo della Sofferenza, settant’anni dopo la sua inaugurazione.
Come visitarla
La Casa Sollievo della Sofferenza si trova in Viale Cappuccini 1, a San Giovanni Rotondo, a breve distanza dal Santuario. I visitatori e i pellegrini che desiderano conoscere la storia di questo luogo straordinario possono ammirarne l’architettura e comprendere il contesto storico che ne ha accompagnato la nascita, idealmente collegata alla figura di Padre Pio e all’intero patrimonio spirituale del Santuario.
Per informazioni sanitarie e prenotazioni: www.operapadrepio.it
Dall’Affittacamere San Basilio siamo a pochi minuti a piedi dall’ospedale e dal Santuario. Chi viene a San Giovanni Rotondo per motivi di salute o per accompagnare un proprio caro troverà nel nostro B&B un luogo accogliente e tranquillo, a portata di mano da tutti i servizi della città .